Altro di Redazione , 13/09/2024 9:29

ATLETICA | Manu Levorato è la più votata nella corsa alla vicepresidenza nazionale della Fidal

Manuela Levorato
Manuela Levorato

Manuela Levorato, ex velocista a livello internazionale, nata a Dolo ma residente a Padova, nel corso dell'assemblea elettiva della FIDAL svoltasi nei giorni scorsi a Fiuggi ha ottenuto, sulla scia della riconferma del Presidente Stefano Mei, 24.686 voti, diventando pertanto vicepresidente nazionale della Federazione Italiana di Atletica Leggera, nonché prima donna a ricoprire questo ruolo. La riunione del comitato avverrà ad ottobre, fino a quel momento Levorato non sarà vicepresidente. Per ora è la più votata alla carica.

Tra i tanti successi sportivi di Manuela, va segnalato che è stata per più di 22 anni la detentrice del record italiano dei 100 metri, prima di Zaynab Dosso a giugno 2024.

Già vicepresidente del Comitato Veneto nell'ultimo quadriennio quale responsabile dello sviluppo e del settore giovanile, la Levorato raccoglie i consensi delle società italiane grazie all'impegno e alla competenza mostrata negli ultimi anni, con un paziente e fruttuoso lavoro sui giovani.

Si aspettava un successo così largo? La nomina è il frutto di una campagna creata a tavolino oppure della stretta collaborazione con Stefano Mei e la sua squadra?

“Un così ampio consenso della base – dice la campionessa – mi lusinga anche se non mi coglie di sorpresa. E' stato un po' come mi accadeva quando correvo e mi preparavo al meglio per le mie gare: quando sai di aver fatto tutto per il meglio e la vittoria arriva, infondo non ti stupisci, perché è il frutto di tanto lavoro. Ho alle spalle tre anni e mezzo impegnativi e bellissimi, in un crescendo di soddisfazioni. All'inizio del mio mandato a livello veneto mi sono preoccupata di capire meglio come fosse l'atletica dietro le quinte, come funziona un Comitato di una regione così grande come la nostra, il secondo in Italia per importanza, per numero di tesserati, per i risultati agonistici e attività. Nell'affrontare queste elezioni non mi sono cimentata in una 'campagna' a mio favore. So che hanno molto apprezzato il fatto che, quando ho potuto, ho sempre partecipato alle riunioni che contavano, vedendomi presente in moltissimi contesti, sia societari che agonistici. Da Sara Simeoni ho ereditato il settore promozionale, portando avanti un progetto di divulgazione dell'atletica leggera in zone nelle quali c'era forse un po' più bisogno di farla conoscere: dal Polesine al Bellunese. Andare nelle zone magari meno note per il nostro sport, alla fine si è rivelato efficace perché promuovere l'atletica ha significato per me accendere l'interesse, andando nelle scuole, parlando con molti insegnanti di educazione fisica. Non posso negare che la mia storia sportiva, l'appeal del mio nome noto a molti per via dei record e del mio passato, forse mi ha favorita. Devo dire però che le nostre Società sono attente, conoscono i vari attori, apprezzano chi si impegna. La mia disponibilità e passione hanno superato i confini del territorio, facendo percepire il mio amore per l'atletica che è la mia vita”.

Cosa significa in prospettiva guardare ad un panorama nazionale?

“Cambierà totalmente il mio modo di lavorare. Come diceva sempre un mio idolo del giornalismo, Gianni Merlo, il segreto per migliorare è studiare e studiare ancora.  Concordo, preparasi è determinante. Il resto lo fanno la passione e l'intuizione. Occorre sapersi mettere nei panni di queste Società sulle quali è arrivata – calata dal'alto – una riforma pesantissima. Io metterò tutta la mia empatia. Mi sento pronta. E' noto che Stefano Mei aveva puntato su di me qualche anno fa. Sono stata con lui onesta nel rivelargli la voglia di fare qualcosa per il mio territorio, facendomi le ossa. Guardandomi attorno sono molto cresciuta. Sottolineo che se da un lato avere alle spalle una carriera da atleta ti può aiutare, dall'altro credo però che un buon dirigente debba dimenticarsene un pochino. Non si è sopita certo la mia grinta. La fiammella in questi ultimi anni si è riaccesa, dandomi ora la voglia di mettermi nei panni degli altri. C'è tanta strada da fare. Ho battuto palmo palmo il Veneto ma non ho paura nell'esplorare nuove realtà, cercando soluzioni migliori a seconda dlele varie zone in cui andrò a lavorare”.

Dove sta andando la FIDAL, dove è arrivata nel lavoro di base, nella raccolta di risultati tecnici ed agonistici, nello sviluppo di questo sport e dove potrà arrivare?

“In tre anni e mezzo di presidenza Mei la Federazione ha trovato il miglior interprete possibile per proiettare questo sport nel futuro. Aveva bisogno di un cambio. E questa svolta è stata tangibile, raggiungendo risultati mai visti nella storia dell'atletica italiana. Certo in passato ci sono stati anni dorati, che evidenziavano tuttavia delle punte clamorose, mentre la base era quasi inesistente. Oggi abbiamo atleti di grande valore assoluto che poggiano su una base solidissima, potendo contare a livello di grandi appuntamenti su un finalista quasi per ogni specialità. Chi se lo sognava!? Avendo 21 anni di Nazionale alle spalle, ho ben presente questo fatto e certifico una crescita grandissima. Questa 'squadra' è compatta e variegata con profili diversi tra i 12 consiglieri, consapevole che abbiamo di fronte un periodo molto importante, in cui dovremo essere bravi nell'attirare nuovi sponsor, nel riuscire a far conoscere ancor meglio il nostro sport, lavorando ancora nelle scuole. Migliorando al contempo i legami con la politica per far sì che la scuola diventi una fucina per lo sport italiano”.