IL DOPPIO EX | I 70 anni di Franco Cerilli nella settimana del derby: "Che vinca lo spettacolo!"

A Padova si è sentito molto amato, nel (Real) Vicenza è stato tra i protagonisti dello storico traguardo del secondo posto in serie A nel 1978. Ma se gli si chiede con quanta trepidazione aspetta il derby di domenica 29 ottobre al “Menti”, Franco Cerilli, 70 anni compiuti proprio ieri, 26 ottobre 2023, replica con una risposta decisamente spiazzante: “Non so nemmeno se vado a vederlo - se la ride rispondendo alla telefonata dalla sua Chioggia - Questo calcio moderno mi annoia un po'… Ma sì, magari ci vado in compagnia di un mio amico, deciderò all’ultimo”.
Impossibile rimanere seri per più di qualche secondo: a cominciare dalla battuta che sfodera dopo aver ricevuto gli auguri di compleanno ad inizio conversazione. “Grazie, grazie. Sto festeggiando in casa di riposo…”. Altro che casa di riposo! Ad avercela la verve di Mastro Cerilli che in campo si tramutava in estro, genialità e colpi di gran classe grazie ad un mancino che raramente perdonava. “Sono stato bene sia a Padova che a Vicenza - racconta iniziando a sfogliare l'album dei ricordi - Ma mentre a Padova mi sono sentito proprio un idolo, mi sono divertito e credo di aver fatto anche divertire parecchio, a Vicenza sono stato ”uno" di quelli che ha fatto la storia in serie A. Certo, però, ho provato soddisfazioni grandissime!". Di aneddoti da raccontare ne ha a centinaia con entrambe le maglie ma quello che più gli è rimasto nella mente e nel cuore l'ha vissuto all'ombra del Santo e lo racconta tutto d'un fiato: “Correva l'anno 1982-83, eravamo in serie C. All'Appiani stava andando in scena Padova-Triestina. Noi stavamo vincendo 1-0 grazie al rigore realizzato da Bozzi. Pioveva a dirotto e nell'ultima parte della gara il campo si era fatto particolarmente pesante. L'arbitro chiamò me e l'altro capitano dicendoci che, secondo lui, era il caso di sospendere la partita. Io lo guardai e, in silenzio, indicai i tifosi sugli spalti col dito indice. Dopo qualche secondo gli dissi: ‘Glielo dice lei a tutta questa gente che vuole mandarci a casa prima di finire la gara?’. Ovviamente il direttore di gara la fece finire e vincemmo 1-0. E, a fine stagione, vincemmo pure il campionato andando in B".
CHE DERBY SARÀ IL PROSSIMO? “Pronostici non ne faccio - mette le mani avanti Cerilli - Dico solo che il Padova, pur non avendo lo squadrone, era primo fino all’altro ieri mentre il Vicenza sta deludendo le aspettative, pur avendo preso un allenatore vincente e avendo fatto una rosa di qualità. Queste due società, dal passato glorioso, hanno un difetto che attualmente le accomuna: non riescono a programmare a lungo termine. Lo dico col cuore: non serve cambiare venti allenatori in due stagioni! E il direttore sportivo deve essere uno che costruisce la squadra tutto l’anno, non solo a giugno, che gira, che conosce, cui viene data fiducia a lungo termine. In generale poi ci vogliono anche osservatori competenti, non bisogna far lavorare l’amico dell’amico! Guardate il Cittadella! Marchetti è anni che è lì e ha saputo costruire un grande progetto”.
IL VERO SPETTACOLO SARÀ SUGLI SPALTI. Il derby è sempre una partita particolare. Quel che si è fatto fino alla sfida precedente non conta nulla così come non è importante la classifica. “Ai giocatori dico: ‘fate il vostro dovere in campo e date il massimo’, ai tifosi invece: ‘fate i bravi’. Il derby deve essere spettacolo per la gente che va a vederlo. E spettacolo sia allora!”. Rivedremo mai Cerilli su qualche panchina? “Ah mi piacerebbe ma non mi chiamano più perché ho un carattere molto particolare. Nei dilettanti ho vinto 5 campionati da mister e ogni tanto spero qualcuno si ricordi di me. Nel frattempo faccio il nonno e gioco a briscola e tressette con gli amici della spiaggia…”.

