PADOVA CALCIO | Le emozioni di Alessandro Banzato, il nuovo patron: "Finalmente il Padova!"

Viale Rocco, inizia ufficialmente oggi - lunedì 19 gennaio - l'avventura di Alessandro Banzato alla guida del Calcio Padova. Il patron di Acciaierie Venete, imprenditore noto e facoltoso, padovano doc, si è presentato alla stampa, alla città e ai tifosi. “Ero già stato una volta vicino a prendere il Padova, in passato le condizioni non erano consone - ha detto Banzato - Oggi si sono allineati i pianeti. La Serie A? Chi non sogna sbaglia”. Alla conferenza era presente anche Joseph Oughourlian, che ha ceduto le quote all'imprenditore padovano.
Proprio Oughourlian ha iniziato la conferenza stampa salutando l'ingresso di un imprenditore locale che “potrà portare il calcio Padova a fare un passo in più”. Il finanziere franco-armeno ha fatto un breve sunto dei suoi 6 anni da patron biancoscudato, raccontanto di essersi trovato “per casualità a fare l’azionista di maggioranza quando l’allora presidente (Roberto Bonetto, ndr) mi disse che non ce la faceva più. Sono orgoglioso del lavoro fatto. Ringrazio chi mi ha accompagnato: Alessandra Bianchi e Massimiliano Mirabelli in primis, poi tutti coloro che dedicano tempo e forze per la società”. Oughourlian ha riferito di aver avuto più interlocutori in questi anni per la cessione della maggioranza delle quote biancoscudate e ha sottolineato più volte di come quella di Banzato sia la scelta migliore. “Per me è un sogno poter chiudere il mio ciclo passando la mano a Banzato perché ne sa di calcio, ha amore per il Padova ed è un grande imprenditore. Al fianco avrà una persona, come Francesco Peghin, di grande professionalità. Negli ultimi anni ci sono state tante chiacchiere. Quando ho parlato con Banzato la trattativa è stata sotto traccia ma ha avuto l'esito sperato”. E sul Padova che si sta facendo onore in Serie B? “La migliore neopromossa, sono felice - ha concluso Oughourlian - Il club è forte, ha una gestione forte. E da oggi ha anche l’azionista di maggioranza giusto”.
Alessandro Banzato è parso visibilmente soddisfatto della riuscita dell'operazione. “Sono davvero contento - le sue prime parole - Francesco Peghin è stato bravo a coinvolgermi in modo discreto. Ringrazio Joseph: il primo approccio tra me e lui, a casa di Francesco. L'idea di accordo aveva due condizioni a cui tenevamo entrambi: poi ci siamo scambiati un messaggio whatsapp che per me è stato come firmare il contratto". Clima di fiducia, insomma, e un affare “chiuso sulla parola”. Una parte importante è poi arrivata anche dalla presenza di Massimiliano Mirabelli. “Ricordo di averlo incontrato fuori dallo stadio - ha detto Banzato - Mi ha trovato nel momento giusto dicendo che ci dovevamo provare”. E alla fine, finalmente… “Grazie a Francesco Peghin ho preso realmente in considerazione l'offerta: anche perché diventare il socio di maggioranza del Padova è un passo che non si fa a cuor leggero…”
SOCIETA': UNA NOVITA' Nessuno scossone: Alessandro Banzato ha spiegato come i ruoli societari resteranno così come sono quanto meno fino a fine stagione. Nel consiglio d'amministrazione entrerà Giovanni Banzato, primogenito del patron. “Abbiamo l'obiettivo di costruire una società ambiziosa su basi solide. Andiamo avanti così, con obiettivi chiari e importanti”. Sul metodo di lavoro il nuovo patron è stato piuttosto chiaro: “Voglio scegliere persone competenti e lasciarle lavorare - ha detto Banzato - Lascerò lavorare tutti: sono convinto di questo metodo e anche al Petrarca ho fatto così”. Tra i tifosi c'è chi sogna già la Serie A… “Serve un po' di ambizione quando si fanno le cose - ha detto Banzato - Migliorarsi è qualcosa che bisogna fare sempre: ai tifosi chiedo di starci vicino, anche se devo dire che si è creato un bel clima intorno alla squadra. Questo club è dei tifosi e con la loro vicinanza si possono fare le cose migliori”. E primo tifoso si racconta anche lui: “La prima volta allo stadio? Avevo 9 anni - ha aggiunto Banzato - Seguivo il Padova da giovane quando era in C2, ricordo le trasferte a Monselice a Mira…" E poi un dettaglio, da vero tifoso, dopo la prima visita alla sua sede in viale Rocco. “In un ufficio c'è la foto della formazione del 1979/80: la ricordo tutta a memoria!”

