VIDEO | Padova-Papu Gomez, titoli di coda: una promessa incompiuta nel ritorno in Serie B
Padova e Papu Gomez, siamo ai titoli di coda. Dalla camminata sotto il Salone a quella verso l'aeroporto che lo ha portato negli Emirati sono passati poco più di 400 giorni. Un film senza lieto fine, una "febbre del sabato sera" che a Padova non ha mai trovato la sua pista da ballo. Ingaggiato nel luglio del 2025 con un contratto biennale, nelle prossime ore arriverà l'ufficialità della rescissione. Adios Papu: non vestirà più la maglia del Padova. Quando lo ha fatto, il suo contributo sul campo è rimasto molto lontano dalle aspettative: nove presenze, 565 minuti. Nessun gol, nessun assist. I migliori sprazzi contro Reggiana e Sampdoria. Ma se la storia del Papu Gomez in biancoscudato dovesse essere raccontata soltanto attraverso questi numeri, finirebbe qui. E sarebbe troppo semplice.
Perché quando il Padova annunciò Alejandro Gomez non stava semplicemente mettendo sotto contratto un calciatore di 37 anni. Stava prendendo un campione del mondo. Che ha alzato al cielo, tra i vari trofei, una copa america e una europa league. L'uomo del "Baila como el Papu", il simbolo dell'Atalanta diventata grande in Europa. Un nome che soltanto qualche stagione prima sarebbe sembrato appartenere a un altro mondo rispetto a quello biancoscudato. Un'operazione anche di marketing, certamente. I numeri lo raccontano: i video del Padova con protagonista Gomez hanno viaggiato mediamente attorno al milione e mezzo di visualizzazioni, mentre tra i tifosi è partita immediatamente la caccia alla maglia numero 10.
Ma c'era qualcosa di più. Nell'estate del 2025 il Padova tornava ad affacciarsi alla Serie B dopo sei anni trascorsi in C. E l'ingaggio del Papu diventava una dichiarazione d'intenti. Un messaggio alla piazza e al campionato: Padova era tornata, poteva attrarre giocatori di quella dimensione e poteva permetterseli. Poi è arrivato il campo. Ed è lì che la storia sportiva non è mai realmente cominciata.
Prima l'attesa per la conclusione della squalifica, poi la necessità di ritrovare condizione e ritmo, quindi una caviglia che non gli ha mai dato tregua. Il ritorno tanto atteso si è trasformato progressivamente in una corsa contro il tempo e contro il proprio fisico. Ad aprile l'operazione e la stagione conclusa in anticipo. Poi l'estate, il cambio in panchina e la scelta del nuovo Padova di Antonio Calabro: il Papu, fuori dal progetto tecnico. Adesso arriva anche la separazione contrattuale. Il rapporto con il Padova si chiude e per Gomez comincia un'altra avventura, negli Emirati Arabi, con la Forte Virtus indicata come prossima destinazione. Resta allora una domanda: è stata un'operazione sbagliata?
Il campo consegna un verdetto severo. Ma fermarsi qui significherebbe dimenticare ciò che Gomez rappresentò nel momento del suo arrivo. Il Papu a Padova è stato soprattutto una promessa: mantenuta pochissimo sul campo, ma capace, per un'estate, di raccontare quanto il Padova avesse ricominciato a pensare in grande. Il servizio per il TgBiancoscudato

