L’ANALISI | La sconfitta con la Carrarese: dimenticarla in fretta ma ricordandola bene

Il Padova, dopo la sconfitta interna alla ripresa del campionato contro la Carrarese, si ritrova nel primo momento di difficoltà della stagione.
Non tanto per lo stop in sè, quanto per la modalità con cui è maturato.
Analizziamo così la situazione.
“Lo scoramento è tantissimo. Ed è normale che sia così. Perché, dopo tre settimane di sosta e dunque di tempo di qualità a disposizione per lavorare sul campo, era lecito aspettarsi qualcosa di decisamente diverso rispetto a quello che il Padova ha messo in campo contro la Carrarese pigliando due gol, uno per tempo, e condannandosi alla terza sconfitta in campionato. La prima in casa. Meritatissima.
Da più parti sento dire che questa gara “va dimenticata in fretta”. Vero. E’ necessario voltare pagina e farlo anche velocemente. Ma prima di “dimenticare” quello che è andato in scena bisogna analizzarlo a fondo e capire perché è successo. Prima di lasciarsela alle spalle, questa partita va quindi impressa nella memoria. E pure bene.
Soprattutto per la mancata reazione dopo il primo gol della Carrarese che ha compromesso tutto il resto della sfida. E’ questo l’aspetto che preoccupa più di tutti gli altri. Perchè si può disquisire sul fatto che Caprari, tra le linee, sia partito benissimo e sia stato protagonista delle primissime azioni pericolose della gara, saltando l’uomo e cercando di creare superiorità, ma abbia poi finito per “schermare” Cocchi a sinistra creando alla lunga un equivoco tattico. Si può anche sottolineare il fatto che Moro fa una fatica bestia ad inquadrare lo specchio della porta, nonostante si faccia trovare al posto giusto al momento giusto. Si può dire che in difesa i meccanismi non sono ancora collaudati e certi svarioni vanno evitati. Ma, alla sesta giornata di un campionato in cui la squadra è stata ampiamente e profondamente rinnovata, non può essere l’identità di squadra che ancora latita il tema principale della discussione, per quanto, a questo punto del campionato, ci si aspettasse di essere messi meglio. Che ci sia ancora da lavorare è normale. E’ di fronte alla perdita di certezze conseguente al vantaggio dell’avversario che bisogna interrogarsi. Bisogna capire perché, ad esempio, allo “Zini”, dopo i due gol della Cremonese nei primi cinque minuti, il Padova ha tirato fuori personalità e carattere e contro la Carrarese (arrivata all’Euganeo da ultima in classifica e con zero vittorie ancora all’attivo) questo non sia successo.
Insomma: ci può stare una sconfitta, ci può stare prendere gol, ma non ci sta che il passo indietro sia avvenuto sul piano della mentalità.
Perché l’Euganeo con la nuova curva sud è tornato ad essere determinante con la sua spinta. Ma, se manca la prestazione, di gambe e di testa, non si va da nessuna parte”.
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