CATANZARO-PADOVA | Calabro: "Primo tempo loro, secondo tempo nostro. Potevamo vincere"

Un pareggio costruito nella ripresa, attraverso cambi programmati e una gestione delle energie che Antonio Calabro rivendica apertamente. Dopo l'1-1 tra Catanzaro e Padova, l'allenatore biancoscudato spiega le ragioni delle scelte iniziali e delle sostituzioni che hanno contribuito a cambiare il volto della partita. "Niente in particolare", risponde Calabro a chi gli chiede che cosa sia successo nell'intervallo. "Sapevamo che potevamo pagare la terza partita in una settimana. La strategia di far giocare giocatori più di quantità era voluta". La qualità, quindi, nei cambi. "Quando sapevamo che sarebbero calati i ritmi, mettere Pompetti e Zuelli avrebbe fatto venire fuori le qualità della squadra".
Calabro considera sostanzialmente giusto il risultato, pur lasciando trasparire qualche rimpianto: "Primo tempo loro, secondo tempo nostro. Potevamo vincere". Secondo il tecnico biancoscudato, in particolar modo, il Catanzaro ha sofferto “quei dieci minuti dopo il gol incassato: lì potevamo fare di più”. Si dice però soddisfatto del punto raccolto. “Ero consapevole che con l'arrivo di Mignani in panchina, tecnico molto bravo, avrebbe affrontato la partita con molta intensità. Il Catanzaro ha giocatori di qualità. E quando si lavora su basi importanti si riesce a fare bene”. Importante quindi essere imbattuti in un campo complicato e aver mantenuto aperta la striscia positiva. "Sette punti sono i punti che abbiamo fatto in due mesi, quindi vedo il lato positivo. Il percorso però è ancora lungo. C'è tanto da lavorare. I ragazzi sono disponibili e noi siamo qui per loro".
Una parte importante della conferenza stampa è dedicata a Marco Pompetti, protagonista di un ritorno particolare a Catanzaro… da ex. Il centrocampista, accolto dai fischi del pubblico giallorosso, ha risposto sul campo con una prestazione che ha soddisfatto il suo allenatore. "Sono contento per lui. Non era semplice, è un ragazzo sensibile e molto legato alla piazza di Catanzaro. Ne ha sempre parlato benissimo". Calabro ricorda anche il percorso del giocatore dopo il lungo infortunio: "Ritrovare il ritmo partita non è stato immediato, il suo inizio di stagione è stato complesso. In partite come queste, che vieni fischiato ad ogni pallone, non è mai facile entrare. Lui però si è esaltato e ha fornito una buona prova. Ci sono potenzialità".
Non solo per Pompetti, la serata del Ceravolo è stata particolare anche per Calabro: è tornato nello stadio dove ha allenato il Catanzaro nella stagione 2020/21. Per lui però nessun fischio, solo applausi. "Credo che certi fischi possono essere compresi, nel senso che il calcio è bello anche per questo: le grandi storie d'amore si valutano anche dal finale - dice il tecnico riferendosi al ritorno di Pompetti - Ci sta che da una parte si rimanga male". Per lui, sollecitato da una domanda di un giornalista calabrese, il ricordo di un contesto che definisce “amichevole e familiare”, nonostante le difficoltà vissute durante la sua esperienza in giallorosso. “Credo che il pubblico abbia apprezzato soprattutto il mio comportamento sul piano umano. Io quando parlo di Catanzaro ho solo pensieri positivi”

