Padova calcio di CDM , 09/06/2021 12:21

Mandorlini se la gode: Abbiamo vinto giocando...e dimostrando di esser duri più di loro!

Andrea Mandorlini

Andrea Mandorlini ha portato il Padova in finale. E si presenta in sala stampa con un gran sorriso, inevitabilmente. “Sì, l’Avellino era un osso duro ma noi siamo stati più duri di loro! Abbiamo vinto giocando, potevamo chiuderla prima e alla fine abbiamo sofferto. Ma il Padova ha sconfitto un Avellino che fa della grinta ha una delle sue migliori qualità”. Anche nelle ore prima del match, polemiche. “Ho fatto delle esternazioni e loro hanno reagito – dice Mandorlini – La semifinale di ritorno è iniziata così. Loro hanno preso male questa cosa che ho detto sulle loro caratteristiche, ma io volevo sottolineare che è una cosa che li distingue e che magari noi non abbiamo. Alla fine però la partita tosta l’abbiamo fatta noi”. Mandorlini si è come caricato ogni pressione di questa infuocata semifinale. “Questo mi ha fatto scattare ancor più determinazione e l’ho voluta trasferire alla squadra – dice il tecnico del Padova – Alla fine questa situazione ci ha dato la carica per affrontare la gara di ritorno. Siamo venuti qua e abbiamo sofferto. Potevamo anche vincere più agevolmente. La gioia è perché abbiamo fatto una partita da squadra”. 

Questa volta nessuna polemica sulla direzione di gara. Praticamente perfetto, Colombo di Como. “L’arbitro? Ha tutelato noi e loro. Così si deve fare, non come all’andata – sottolinea Mandorlini – L’Avellino è venuto in casa nostra e ci ha fatto di tutto perché gli è stato concesso. Oggi la partita è stata dura ma non ci sono stati episodi eclatanti”. Tante ammonizioni per il Padova, però. “Sì, arriviamo decimati per le tante squalifiche e la cosa mi spiace. La rosa è però larga e competitiva, lo abbiamo sempre detto. Quindi dovremo trovare risorse tra chi ha magari finora giocato meno ma fa parte di un grande gruppo che si metterà a disposizione per affrontare la finale al meglio”. Non ci sarà Ronaldo, che il pubblico ha scoperto eccellente anche come trequartista. “Non volevamo far giocare il loro mediano basso che imposta spesso e volentieri le trame di gioco – la spiegazione del mister – Poi so che Ronaldo quando prende palla negli ultimi trenta metri diventa un giocatore che può fare la differenza. Con le sue scelte e le sue giocate diventiamo molto più pericolosi. E’ un’idea che avevo già sperimentato a inizio campionato, con una specie di albero di Natale. Questa volta l’abbiamo preparata in due giorni, e alla fine ho deciso io. Ha fatto un’ottima gara, senza dubbio”. 

AlbinoLeffe o Alessandria? Chi preferisce Mandorlini? “Sinceramente non so niente di entrambe le squadre, in questi giorni mi sono concentrato solo sull’Avellino – spiega – Non posso dire davvero chi preferisco affrontare in finale. Dobbiamo pensare a noi e a fare le cose bene. A recuperare le energie e preparare la doppia sfida al meglio”. C’è però una cosa che al tecnico del Padova non va giù. “Questi playoff hanno un regolamento assurdo che non rende merito a chi ha fatto un grande campionato come noi – sottolinea – Com’è possibile che giochiamo la prima in casa sia in semifinale sia in finale? E’ assurdo. Sono contento che ci siamo arrivati: ma le prossime due gare saranno ancora più difficili”.