Padova calcio di Redazione , 12/01/2022 12:02

Belingheri lancia Ceravolo: Padova è la sua svolta, segnerà tanto anche nel girone di ritorno

Luca Belingheri al Calcio Padova
Luca Belingheri al Calcio Padova

Nemmeno una manciata di minuti per arrivare ai 3.000 passati in campo con la casacca biancoscudata, tra la fortunata stagione 2017/18 e quella maledetta, la successiva. Luca Belingheri, 40 presenze e sei gol all’ombra del Santo, dice di guardare al Padova sempre con un certo affetto. “Una piazza che mi è rimasta nel cuore” ha detto intervistato dal Corriere del Veneto. Osservatore privilegiato, il centrocampista, anche perché nel Biancoscudo si sta facendo valere un giocatore che Belingheri ben conosce, Fabio Ceravolo. “L’ho affrontato tante volte da avversario, è un signor attaccante”. Cosa in comune tra i due: Ceravolo da Cremona è scappato, Belingheri a Cremona si è accasato per fare l’allenatore dell’Under 17. “Ceravolo ha segnato ovunque, tranne qui: aveva bisogno di cambiare aria per ritrovarsi – ha sottolineato Belingheri – Penso che Padova gli abbia fatto bene. Ha segnato tanti gol nel girone d’andata, farà così anche nel girone di ritorno”. 

ANCORA UNA RINCORSA ALLA VETTA Servono eccome i gol di Ceravolo se c’è un SudTirol da rincorrere. Secondo Belingheri “gli altoatesini stanno facendo un campionato eccezionale” sottolineando come già al tempo della sua militanza in biancoscudato la società di Bolzano stesse investendo “già in modo pesante”. Belingheri con il Padova vinse il campionato, proprio nella stagione 2017/18: “Noi il campionato lo ipotecammo nel girone d’andata, poi nel ritorno gestimmo il vantaggio che avevamo accumulato”. Questa volta arrivare al primo posto appare più complicato ma l’ex ricorda come la squadra a disposizione di Pavanel sia “forte e attrezzata in ogni reparto”. Sarà lotta fino alla fine, insomma. Quella che non è riuscita al secondo Padova di Belingheri, quello della stagione successiva: la stagione 2018/19 viene ricordata per la cocente delusione di una squadra partita con ben altri obiettivi. “Fu uno dei più grandi rimpianti della mia carriera – la conclusione del centrocampista – Un insieme di cose non si è incastrato nel modo giusto: ci furono una serie di errori, societari di conduzione tecnica, dei calciatori”. Per un repentino ritorno in terza serie amaro, amarissimo, di cui la piazza ancora paga ancora le conseguenze