Padova calcio di Redazione , 22/08/2024 9:18

IL DOPPIO EX | Pasquato fa le carte a Trento-Padova: "Mi aspetto una gara rocambolesca"

Cristian Pasquato a Trento
Cristian Pasquato a Trento

Sarà perché le partite di Coppa Italia di C - tanto del Padova, quanto del Trento - hanno regalato emozioni: sarà perché la sfida tra biancoscudati e gialloblù, storicamente, mai è banale. E' così che Cristian Pasquato, da doppio ex, guarderà al debutto del campionato di Lega Pro con un certo interesse. Ben 95 presenze con la maglia del Trento: in tre stagioni, oltre seimila i minuti giocati con 15 gol e 12 assist. L'esperienza più lunga di una carriera nata a Padova, nel settore giovanile biancoscudato poi Montebelluna e Juventus, quindi a distanza di quasi vent'anni un passaggio poco fortunato in prima squadra: 39 presenze nell'ultima Serie B prima della mancata iscrizione e del baratro dei Dilettanti. Ora Cristian Pasquato è la stella del Campodarsego, dov'è tornato dopo l'esperienza di Gubbio e Trento. Intervistato da Il Gazzettino di Padova ha fatto le carte al match in programma lunedì sera. 

"PREVEDO TANTI GOL" Pasquato dice di aspettarsi “una partita rocambolesca, aperta, con tanti gol tra due squadre che cercheranno di attuare il loro gioco” e che “i due allenatori hanno una precisa identità e le squadre avranno quel fuoco in più perché è il debutto in campionato”. L'ex biancoscudato si dice dispiaciuto che ci saranno pochi tifosi, vista la contestazione: “Sarebbe la nota dolente della serata”. Ma che Trento ci si deve aspettare all'Euganeo? “L'ossatura è rimasta quella dell'anno scorso - ha detto Pasquato - Ha preso tanti giovani e può arrivare ancora qualche colpo di mercato. L'anno scorso abbiamo svoltato con Baldini, ora c'è Tabbiani e me ne hanno parlato tutti bene: può essere l'anno dove si possono superare le aspettative”. 

IL PADOVA DI PASQUATO Al Gazzettino il calciatore ricorda anche il periodo passato in prima squadra: “Retrocedere è stato un enorme dispiacere - ha detto - C'è chi pensava che mi interessasse poco visto che ero in prestito… ma non era assolutamente così. Anzi: avevo scelto il Padova senza pensare al lato economico ma perché volevo giocare per la squadra della mia città. Peccato sia finita così”. Un rammarico che il giocatore voleva in qualche modo espiare negli anni successivi: “Ho cercato di riallacciare i rapporti perché mi sentivo un po' in debito con la piazza: non sono riuscito a tornare da calciatore, e mi spiace perché è un desiderio che ho sempre avuto”.