Padova calcio di Redazione , 29/11/2025 17:09

A PESCARA | Andreoletti senza voce, parla il vice Tarroni: "Felici per il tipo di prestazione"

Andreoletti e Tarroni (foto Rilli – Calcio Padova)
Andreoletti e Tarroni (foto Rilli - Calcio Padova)

Vittoria scaccia-fantasmi per un Padova torna da Pescara con il bottino pieno. Tre punti importanti, “che contano più per come sono arrivati: con una grande prestazione”. A dirlo è Nicola Tarroni, viceallenatore biancoscudato, che in sala stampa sostituisce un Andreoletti letteralmente senza voce dopo la gara. “La classifica oggi va considerata, certo, ma in Serie B gli obiettivi veri si giocano da febbraio in avanti”. Tarroni sottolinea come fondamentale sia stato l'atteggiamento: “La cosa fondamentale era dare tutto contro una squadra che ha messo il 110% dell’impegno”. Un modo per ribadire che ciò che resta, prima dei numeri, è la risposta mentale del gruppo dopo due sconfitte consecutive, tra cui quella del derby. 

Il vicealllenatore allarga poi il ragionamento alla crescita della squadra: “Possiamo migliorare in tanti aspetti, ma abbiamo la fortuna di avere un gruppo serio, con cultura del lavoro, che vuole arrivare a un obiettivo che è ancora lontano nel tempo”. E il giudizio sullo spogliatoio è netto: “Sono ragazzi puliti, dal punto di vista morale. Con questo impegno si può crescere molto”.

Capitolo portiere: la scelta di schierare Sorrentino ha acceso il dibattito, ma Tarroni chiarisce subito: “È stata una decisione tattica, non gerarchica. Sono entrambi ottimi portieri, con caratteristiche diverse. Il mister sceglie in base al tipo di partita”. Se si è aperto un reale dualismo, insomma, lo si capirà già dalla prossima contro il Cesena. 

Promossi poi i subentrati: “Sono stati decisivi per energia e applicazione”. Ci si aspettava di vedere almeno per uno sprazzo di partita Papu Gomez. Lo staff però predica prudenza: “Sta seguendo un percorso particolare dopo l’infortunio - spiega Tarroni - Migliora settimana dopo settimana. Per noi è fondamentale, non solo tecnicamente ma come leader. Dobbiamo riportarlo a un livello che non comporti rischi, rispettando i suoi tempi e il valore che può darci”.