DA BURGOS | Figoli, via alla riforma del Plantìo: un segnale anche per il futuro a Padova?

Torna a parlare Marcelo Figoli, l'imprenditore argentino che sta trattando con Joseph Oughorlian l'acquisizione della maggioranza delle quote del Calcio Padova. Nessun accenno alla volontà di entrare nel mondo biancoscudato, ma da presidente del Burgos, Figoli ha confermato che la riforma dello stadio El Plantío è ormai avviata sul piano politico e progettuale. “E' una realtà e sarà una realtà” ha detto, dopo mesi di trattative con il Comune. Nella conferenza stampa che si è tenuta nella sede della squadra spagnola, l'imprenditore argentino ha spiegato che l’accordo di massima prevede uno schema di investimento 60–40: il Burgos CF sosterrà il 60% della spesa, il Comune il 40%, con un tetto di 20 milioni di euro per la parte pubblica. “Se l’opera costerà di più, la differenza la assumerà il Burgos Club de Fútbol”. L’intervento sarà una riforma integrale: verranno modificate le tre tribune e realizzati nuovi spazi commerciali (17–18 mila metri quadrati), palchi VIP, naming rights e servizi collegati allo stadio, per una capienza di circa 19.000 spettatori. I tempi si sono allungati rispetto ai piani iniziali: “La nostra intenzione era cominciare i lavori a giugno del prossimo anno, ma sarà assolutamente impossibile. La previsione più ottimista è gennaio 2027, e come limite ci poniamo l’inizio dei lavori a giugno 2027, quando finirà la stagione 26-27”. Prima serviranno l’approvazione del piano urbanistico da parte della Junta de Castilla y León e una nuova gara pubblica per la concessione dell’impianto. “Ovviamente il Burgos CF parteciperà a quella gara: possiamo vincerla o no, ma il senso dell’usufrutto sportivo del Plantío ce l’ha soprattutto il Burgos Club de Fútbol”, la sottolineatura di Figoli.
La riforma sarà “integrale” ma resta aperto il dilemma operativo: “Dobbiamo decidere se fare i lavori per fasi, continuando a giocare al Plantío, oppure fare tutto insieme, in meno tempo e con un costo leggermente inferiore, giocando in uno stadio alternativo o provvisorio”, ha detto Figoli. In ogni caso il club sta studiando l’impatto sulla campagna abbonamenti: “Venderemo un numero massimo di abbonamenti per poterci adattare a qualsiasi scenario”. Il club ha anche accettato la richiesta del municipio di riservare circa 1.000 metri quadrati all’interno del nuovo Plantío per gli uffici dello sport: “Darà molto dinamismo alla zona, con movimento permanente attorno allo stadio”.
Parallelamente, la società sta lavorando con la Diputación alla nuova città sportiva, più grande dell’attuale: più campi, foresteria per i ragazzi, scuola calcio internazionale, accordi con università e progetti sociali. “Vogliamo un modello di città sportiva molto più importante di quella che abbiamo oggi”, ha detto Fígoli, con l’obiettivo di sviluppare prima squadra, filiale, femminile e settore giovanile.
La vicenda Burgos offre anche una chiave di lettura che va oltre i confini della Castiglia: la capacità di Marcelo Fígoli di condurre una trattativa complessa, ottenere un accordo politico trasversale, strutturare un investimento privato-maggioritario e legare lo sviluppo sportivo a quello infrastrutturale, lo colloca inevitabilmente come un interlocutore credibile per realtà calcistiche che cercano un rilancio organico e non solo tecnico. Il parallelo con Padova diventa spontaneo. Mentre il progetto sportivo del Calcio Padova dell’era Oughourlian ha trovato continuità più sul campo che fuori, la parte infrastrutturale — stadio Euganeo e centro sportivo — non ha mai compiuto quel salto di qualità che la città attende da anni. L’intervento su Burgos, se realizzato nei tempi e nei modi delineati, rappresenterebbe per Fígoli un precedente concreto, un caso reale da esibire: stadio rifunzionalizzato, città sportiva ampliata, integrazione commerciale, governance finanziaria chiara. Un precedente in Castiglia che potrebbe, nei prossimi mesi, diventare una prospettiva per i biancoscudati.

