Cronaca di Carlo Della Mea , 29/01/2026 8:49

CALCIO PADOVA | Buon compleanno Biancoscudo! 116 anni di storia e l’alba di una nuova era

Tifo in Padova-Venezia (foto Boggian)
Tifo in Padova-Venezia (foto Boggian)

C’è un filo bianco tramato di rosso che attraversa oltre un secolo di storia: un filo che unisce generazioni, stadi, epoche e passioni. Centosedici anni e una storia che profuma di erba fresca, di gradinate gelide e di sogni che non si spengono mai. Il Calcio Padova spegne oggi le sue 116 candeline: un numero che racconta più di un secolo di calcio, di successi fragorosi e di cadute dolorose. Di rinascite, che hanno fatto del Biancoscudo un simbolo d’identità per la città, per tutta la provincia e per chi, quei che stan lontan da qua, si inorgoglisce trovando segni bianchi e rossi e trepida alla domenica, attendendo il risultato di una partita.

Dalla nascita nel 1910, quando in un’Italia ancora in bianco e nero si iniziava a prendere a calci il pallone fino ai giorni nostri: la maglia bianca con lo scudo sul petto ha attraversato epoche, guerre, rivoluzioni e generazioni di tifosi. Ogni decennio ha lasciato la sua impronta: le promozioni che hanno infiammato Prato della Valle, campioni italiani, e foresti, transitati sul terreno di gioco, le domeniche di sogno in Serie A, ma anche le pagine più dure, quando tutto sembrava perduto e solo la passione popolare teneva accesa la fiamma.

Oggi, nel giorno del compleanno, quella fiamma torna ad ardere con una luce nuova. Con l’arrivo di Alessandro Banzato come patron e del figlio Giovanni in veste di vicepresidente, il Calcio Padova inaugura simbolicamente una nuova era. Ieri, casuale o forse no, proprio alla vigilia del compleanno numero 116, padre e figlio hanno incontrato la squadra, respirando il clima di un gruppo che vuole credere, di una città che non ha mai smesso di sperare. Il gesto è stato semplice, ma denso di significato: un abbraccio tra passato e futuro, tra l’imprenditoria padovana e un club che da sempre vive del legame con la sua comunità. E oggi, nel programma dei festeggiamenti, il prevedibile incontro della nuova proprietà con la tifoseria: avverrà in piazzetta della Garzeria, lì dove centosedici anni fa tutto è iniziato. 

Un nuovo corso che punta a solidità, continuità e radicamento nel territorio: l'impressione, il sentore, ma ancor di più la speranza, è che voglia farlo con ambizione e appartenenza. È un’alba biancoscudata: centosedici anni dopo, la storia continua a scriversi — con lo scudo di sempre sul petto, e la stessa voglia di sognare.