PADOVA-MONZA | Calvarese sul gol annullato: "Avrei rispettato la decisione presa dal campo"

Fa discutere il gol annullato a Bortolussi in Padova-Monza, gara valevole per la terza giornata di ritorno del campionato di Serie B. L'arbitro Massimi ha annullato la rete del 2-1 per i biancoscudati dopo il Var-check. Secondo l’ex arbitro e VAR Gian Paolo Calvarese si tratta di una situazionecomplessasoprattutto per mancanza di immagini a supporto della decisione. “Effettivamente non si riesce a capire con chiarezza se l’impatto con il piede, dopo il pallone, finisca o meno sulla testa dell’avversario - ha scritto Calvarese sul sito Calvar.it - Qui si apre una parentesi importante: siamo in una zona di campo in cui, secondo me, entrambi i calciatori hanno diritto di andare a giocare il pallone. È una zona neutra, dove si può intervenire sia con il piede sia con la testa; non è né troppo bassa, tale da rendere pericoloso il gioco di testa, né troppo alta, tale da rendere pericoloso un intervento in scivolata o in sforbiciata. In quella zona, entrambi hanno diritto a contendere il pallone”.
La discriminante, spiega Calvarese, è l'ordine dei contatti: “Se il calciatore del Padova avesse colpito prima il pallone in modo pulito, anche a 40 o 50 metri dalla porta, e solo successivamente avesse toccato l’avversario, molto probabilmente saremmo di fronte a un contatto regolare. Se invece avesse colpito prima la testa e poi il pallone, non ci sarebbe discussione: sarebbe un intervento falloso. Qui parliamo di un contatto sporco, molto ravvicinato, nel quale è difficile capire se, subito dopo l’impatto, il pallone finisca effettivamente per colpire la testa. Se così fosse, l’intervento sarebbe da punire come fallo”.
Quindi, detto della difficoltà di ricorstruire con certezza il contatto viste le poche immagini a disposizione: “Personalmente sono spesso portato a rispettare la decisione presa dal campo e a non trasformare il calcio in una moviola continua. E credo che proprio questo tipo di situazioni dimostri come una soglia del VAR oggi piuttosto ondivaga rispetto al passato non stia dando punti di riferimento chiari e continui invece ad alimentare polemiche su episodi simili valutati in maniera diversa”.
Calvarese ha commentato anche il calcio di rigore assegnato al Padova. “E' vero che Brorsson allarga il braccio, probabilmente più per proteggere la propria posizione e difendere lo spazio, forse con l’intenzione di non far passare Di Maggio, colpito involontariamente. Tuttavia, il difensore finisce per colpire l’avversario al volto con il braccio. In questo senso, dal campo ci sta che Massimi fischi il contatto. Allo stesso tempo, se l’arbitro non avesse fischiato, credo che il VAR difficilmente sarebbe intervenuto, perché non siamo di fronte a un colpo di gomito, ma a un braccio esteso, e quindi non a una dinamica che rientra chiaramente nella soglia di intervento VAR”.

