PADOVA | Di Mariano, Caprari o Seghetti: chi al fianco di Bortolussi? La situazione

Secondo giorno di allenamenti per il Padova nella settimana che porta alla decisiva partita con il Pescara. Crisetig e compagni hanno sostenuto una sessione a porte chiuse allo stadio Euganeo con partitella annessa: avversario, la Primavera biancoscudata. E' così che dopo il ko di Chiavari, mister Breda inizia a studiare il miglior undici iniziale per affrontare gli abruzzesi. Nella consapevolezza “che le partite si vincono il sedici, subentrati inclusi” come ha avuto più volte modo di dire proprio l'allenatore del Padova. E allora, reparto per reparto, proviamo a far le carte alla squadra che proverà a conquistare la salvezza aritmetica davanti al proprio pubblico.
DIFESA Sorrentino inamovibile in porta: l'altra certezza di questa piena primavera sembra essere Pastina, più come braccetto mancino che come centrale. Perrotta, dopo oltre 2.500 minuti passati in campo, pare scontare le fatiche di un lungo torneo. Non sta ancora bene Sgarbi: convocato per la sfida contro l'Entella, il centrale di difesa non si è seduto nemmeno in panchina. Questi giorni di allenamento saranno utili per capire se il giocatore sarà recuperabile per il finale di campionato: pare complesso. Rimangono così Belli e Faedo per il ruolo da braccetto destro e Villa per il ruolo da centrale. La coperta è corta, ma questa è cosa nota sin dalla fine della finestra invernale di calciomercato.
CENTROCAMPO Sulle fasce due giocatori della vecchia guardia sono protagonisti: Capelli a destra, Favale a sinistra. Anche qui non ci sono grandi alternative: Barreca è indisponibile da fine febbraio, Ghiglione non è mai realmente entrato nelle rotazioni di Breda. E a proposito di rotazioni: da quando è arrivato il nuovo allenatore, il centrocampista Giunti non ha più visto il campo. 131 minuti in campo con Andreoletti (e titolare a Venezia) poi la scomparsa dai radar. Eppure potrebbe essere risorsa in un centrocampo che appare in debito d'ossigeno: a Fusi (2.567 minuti giocati) e Varas (2.460) viene chiesto un ultimo sforzo, Crisetig (1.436 minuti) ha ripreso in mano la regia dopo l'infortunio occorso ad Harder. Che, probabilmente, non sarà disponibile nemmeno per Padova-Pescara. Rimane Di Maggio, jolly dalla panchina: ottimo il suo impatto da subentrato contro Empoli e Reggiana, così e così la sua prestazione contro l'Entella.
ATTACCO Per ottenere i punti che servono per una salvezza aritmetica, il Padova si aggrappa al suo attacco: vero che è tra i meno prolifici del girone (34 gol, solo il Bari - con 33 - ha segnato di meno) ma è anche corretto dire che negli scontri diretti (in casa) ha saputo essere decisivo. Bortolussi - altro stakanovista con più di 2.500 minuti giocati - appare insostituibile. Ma chi al suo fianco? Il rendimento di Di Mariano, dopo un buon inizio, appare in flessione: complice anche una fascite plantare che gli impedisce di rendere al meglio. E' così che per il posto al fianco del puntero si candidano in due: Caprari e Seghetti. Più il primo del secondo, che appare ottima arma a gara inoltrata. E Buonaiuto? Un risentimento muscolare lo ha frenato, eccome, in questi primi mesi di 2026: ad Aprile non ha mai messo il piede in campo. Una condizione in crescita potrebbe consentirgli di giocare più di qualche minuto nelle ultime due sfide. Sta meglio Silva, che dopo quattro giornate di stop per infortunio ha giocato almeno un quarto d'ora nelle ultime due gare. Il brasiliano non ha ancora convinto, però: chissà se questo finale di campionato regalerà qualche sorpresa.

