VIDEO | Morto Franco Baresi: segnò l'ultimo gol in serie A all'Euganeo nel 1995
Maglietta sopra i pantaloncini, non dentro. Perché quando il calcio era il suo calcio si poteva indossare la divisa da gioco come si voleva. Come ce la si sentiva meglio addosso.
Stile imperioso, stacco di testa perfetto, regia impeccabile nel reparto difensivo, forza fisica pazzesca, acquisita, di più, allenata, nel tempo… proprio lui che a 12 anni era stato scartato dall’Inter, dove già militava il fratello Giuseppe, perché ritenuto troppo gracile.
Franco Baresi era semplicemente e allo stesso tempo immensamente, il capitano. In campo era il numero uno, anzi no il numero 6, quello che indossava sulla schiena con la maglia del Milan, la sua seconda pelle, che, dopo il suo addio al calcio nel 1997, è stata ritirata.
Se n’è andato a 66 anni, dopo aver scritto una delle storie più romantiche, in un calcio tra i più romantici.
L’ultima apparizione con la fiaccola olimpica a San Siro all’apertura dei Giochi di Milano Cortina, di fianco al rivale di sempre, Beppe Bergomi, a inizio anno.
L’ultimo gol in serie A 31 anni fa, nel 1995, in quel Padova-Milan 1-2 di scena allo stadio Euganeo. Un “dai e vai” degno del più elegante dei finalizzatori, poco dopo il pari biancoscudato di Amoruso su assist di Galderisi. Un capolavoro il sigillo del capitano, un capolavoro anche il commento del giornalista di Novantesimo minuto che parla di un Baresi che sorprende tutti, forse anche sé stesso, aiutato da George Weah. Si trova a tu per tu con Bonaiuti e lo batte.
Niente male come ultimo sigillo, a 17 anni di distanza dall’esordio in serie A avvenuto allo stadio Bentegodi di Verona. Niente male come ultimo atto di una carriera che ha contato più di 500 presenze in rossonero, 16 reti in totale, la maglia azzurra. E sei scudetti, tre Coppe Campioni, 2 Intercontinentali, 4 SuperCoppe europee e 2 italiane con il Milan di Liedholm, Sacchi e Capello. E quel Pallone d’Oro che al fotofinish, nel 1989, vinse il compagno di squadra Marco Van Basten ma con Baresi subito dietro, a contenderglielo fino all’ultimo, perché all’epoca era fantascienza anche solo pensare che il titolo dei titoli potesse portarlo a casa un umile difensore.
Franco Baresi e Padova si incontrarono ancora. Nel 2015 in occasione di un sodalizio tra il Milan Academy, del cui comparto tecnico faceva parte, e l’ASD Rubano, nel 2022, quando vinse il Premio Sportivo Letterario Memo Geremia organizzato dall’Ascom: la giuria allora decretò la vittoria del suo “Libero di sognare”. Libero come il ruolo che insieme all’indimenticato Gaetano Scirea è stato tra i più bravi ad interpretare. Addio Piscinin, ciao grande capitano. Ora sei libero anche di volare.
Nel VIDEO il servizio curato per i telegiornali di Telenuovo
(grazie a Stenechannel per le immagini fornite)

