VIDEO | 'Occupare gli spazi' è il nuovo mantra: come sta il Padova dopo una settimana di ritiro
Quattordici gol per cominciare, ma il risultato vale giusto per il tabellino di un allenamento congiunto — non di un’amichevole — nel quale lo sparring partner del Padova è stata la Virtus Abano, salita fino a Pejo per tamponare l’improvviso forfait della selezione locale QUI LA CRONACA DEL MATCH Poco male. La sgambata diventa molto “local” — terna arbitrale compresa — e offre l’occasione per capire a che punto sia la squadra di Antonio Calabro dopo la prima settimana di ritiro, in attesa dei prossimi colpi di mercato.
IL PRIMO UNDICI TITOLARE Al fischio d'inizio, poche sorprese: il primo undici ricalca in buona parte quello della passata stagione. Davanti a Sorrentino, la novità è Silletti al centro della difesa, con Sgarbi a destra e Pastina a sinistra. In mezzo Giunti fa il play, Fusi e Varas le mezzali; Capelli presidia la corsia destra, la new entry Zanimacchia quella opposta. Davanti, Caprari si muove attorno a Bortolussi, riferimento centrale dell’attacco. Il capocannoniere della passata stagione riparte mantenendo i suoi ritmi: è suo, su rigore, il primo gol dell’annata. Ne segnerà poi altri cinque. Nel primo tempo vanno a bersaglio anche Zanimacchia, Fusi con una doppietta e Capelli.
I CAMBI NELLA RIPRESA Nel secondo tempo cambiano tutti gli interpreti, ma non i principi. Faedo parte al centro della difesa, Buonaiuto viene abbassato in regia, Favale si sposta sulla fascia destra. A sinistra Di Mariano occupa una posizione più ibrida, sulla stessa corsia dove si rivede anche Barreca. Davanti arrivano buone notizie da Lasagna. Recuperato dall’infortunio, l’attaccante dimostra di stare bene e firma una doppietta. Segnano anche Di Mariano, Faedo e ancora Bortolussi, rientrato nel finale.
UN 3-5-2 MOLTO… LIQUIDO È ancora il momento degli esperimenti e della conoscenza reciproca. Il sistema deve adattarsi alle caratteristiche dei singoli e Calabro comincia a individuare le zone nelle quali ogni giocatore può esprimersi al meglio. Il suo 3-5-2 appare subito molto liquido. I giocatori sono chiamati a occupare gli spazi e a muoversi senza palla, cercando ampiezza sulle corsie. Capelli spinge con continuità, senza trascurare la fase difensiva; Zanimacchia, invece, può accentrarsi e avvicinarsi agli attaccanti. Fusi e Varas alternano le rispettive fasi, andando a giocare sulla linea della trequarti. Caprari indossa i panni del suggeritore, rimanendo più distante dalla porta. Si muovono, e non poco, i braccetti: a Pejo, nella prima sgambata, si è visto Sgarbi portare palla supportando la catena di destra.
E ORA IL SASSUOLO Nella prima uscita, inevitabilmente, i principi offensivi sono stati più visibili di quelli difensivi: poco sollecitati da una partita disputata quasi interamente nella metà campo della Virtus Abano. Il Padova cerca di non aspettare il pallone sui piedi, ma di accompagnare la manovra con continui movimenti senza palla. Quando perde il possesso, prova a reagire immediatamente e a recuperarlo già nella metà campo avversaria. Una volta riconquistato, l’obiettivo è ribaltare rapidamente l’azione. Interessante sarà vedere questi principi mercoledì 22 luglio, nell'amichevole in programma contro il Sassuolo: il test sarà decisamente più probante. La prima uscita va intanto in archivio tra le note positive, davanti a centinaia di tifosi e con la famiglia Banzato presente in ritiro. Quattordici gol non fanno ancora una squadra, ma tra esperimenti, nuove idee ed entusiasmo, a Pejo comincia già a prendere forma il Padova di Calabro.

