PADOVA | Calabro: "Stiamo mettendo benzina e cerchiamo l'amalgama giusto, ma penso positivo"

Il Padova vince a Cittadella nell'amichevole del 1° agosto. Mister Calabro però guarda oltre il risultato e analizza con soddisfazione tutto il test del Tombolato. Il tecnico biancoscudato ha sottolineato il lavoro svolto dalla squadra durante la preparazione, senza nascondere gli aspetti ancora da migliorare. "Stiamo spingendo tanto e lavorando con grande intensità, nonostante il caldo, seguendo il programma fisico previsto. E' il momento dell'accumulo di tutto ciò che ci porteremo durante la stagione. Come avevo anticipato, ho voluto schierare subito i nuovi arrivati per accelerarne l’inserimento e permettere loro di conoscere più velocemente i compagni, i movimenti e i nostri concetti di gioco". Il nome con il circoletto rosso è quello di Zuelli: ultimo arrivato, ma in campo per gran parte del match. “C'è la necessità di acquisire automatismi e favorire l'amalgama del gruppo che lavorerà assieme durante la stagione”.
ONORE AL CITTADELLA Lo ripete un paio di volte, Antonio Calabro: “Il Cittadella arrivava dalla vittoria contro il Torino, mica male…” Quindi si è detto consapevole delle insidie della sfida: "Sapevamo che il Cittadella dispone di attaccanti molto bravi ad aggredire la profondità. Nel primo quarto d’ora abbiamo faticato un po’ a rompere il fiato, anche per i carichi di lavoro e le temperature elevate. Nonostante questo, non abbiamo subìto gol e abbiamo creato i presupposti per segnare. Dopo quella fase iniziale abbiamo concesso davvero poco". Calabro sottolinea come il Padova abbia saputo costruire bene le sue occasioni da rete: "Con la nostra velocità abbiamo creato i due gol e diverse situazioni molto pericolose. Siamo riusciti a mantenere la squadra alta anche nelle transizioni avversarie, sempre insidiose quando si affrontano attaccanti rapidi. In questo momento, però, la gamba non può essere al massimo e anche il caldo ha inciso".
LOVATO CAPITANO Cittadella-Padova è stata la prima gara con la fascia da capitano affidata a Matteo Lovato: "Ha meritato di indossarla. È padovano, è un giocatore bandiera è conosce già questo ambiente. La scelta è stata condivisa con tutto il gruppo. Matteo è la persona giusta. La leadership, però, non dipende soltanto dalla fascia: Capelli, Varas, Fusi e altri possono essere capitani anche senza portarla al braccio. Conto molto sulla vecchia guardia che è fondamentale per costruire il giusto amalgama". Sul piano tattico, il Padova sta sperimentando differenti soluzioni: "In alcune situazioni costruiamo con il 3+2, ma serve tempo per affinare le conoscenze e i meccanismi. Abbiamo esterni importanti e stiamo cercando giocatori di gamba: sarebbe un peccato non sfruttarne le caratteristiche". Calabro ha poi spiegato l’assenza di Luca Zanimacchia: "Ha accusato un affaticamento muscolare e ho preferito non rischiarlo".
L'ATTEGGIAMENTO Parlando di intensità il tecnico del Padova si dice contento a metà: “Meglio parlare di generosità e atteggiamento: l’approccio è stato quello giusto, anche se ci sono ancora molte cose da migliorare. La squadra non ha ancora l’energia necessaria per sostenere una pressione alta continua, cosa che ha cercato di fare contro il Cittadella: abbiamo corso a vuoto anche per cinquanta metri. Ma lavoriamo perché sono sicuro che certe dinamiche cresceranno insieme alla condizione fisica”. E in fase offensiva Calabro si aspetta ulteriori progressi: "Abbiamo cercato la profondità con Lasagna e provato a sviluppare il gioco in ampiezza. Durante la stagione incontreremo molte difficoltà: il mio occhio non è ancora soddisfatto, ma è normale che sia così in questo momento".
I TIFOSI Un passaggio è stato dedicato anche ai quasi 1.300 sostenitori biancoscudati presenti al Tombolato: "Faccio i complimenti ai nostri tifosi, arrivati in massa e capaci di sostenerci con grande calore. Ci hanno fatto capire ciò che ci aspetta, sia in casa sia in trasferta. Lavoriamo per noi, per le nostre famiglie e per tutto l’ambiente, ma soprattutto per loro".

