Rugby di Redazione , 22/03/2023 7:16

Rugby: l'ex petrarchino Andrea Rinaldo ha vinto lo Stockholm Water Prize 2023

Andrea Rinaldo con la maglia del Petrarca Rugby
Andrea Rinaldo con la maglia del Petrarca Rugby

L’ex giocatore pluriscudettato del Petrarca e seconda linea della Nazionale, ex-presidente del Petrarca e consigliere federale Andrea Rinaldo, ha vinto lo Stockholm Water Prize 2023, assegnato dall'Accademia reale delle scienze (la stessa del Nobel, infatti si usa definirlo il “Nobel dell'acqua”). Lo Stockholm Water Prize viene assegnato a persone e organizzazioni per straordinari risultati legati all'acqua.
Il Premio è assegnato dallo Stockholm International Water Institute con l'Accademia Reale Svedese delle Scienze e presentato da Sua Maestà il Re Carlo XVI Gustavo di Svezia, che è il patrono ufficiale del Premio. La Cerimonia di premiazione si terrà nella Sala d’oro della city Hall di Stoccolma il 23 agosto 2023. 
“Tutta la famiglia del Petrarca si complimenta con Andrea, primo italiano a ottenere questo riconoscimento” si legge in una nota.
Azzurro d’Italia numero 326 (4 caps e 10 presenze con la Nazionale maggiore dal 1976 al 1978), ha giocato a Padova, nel novembre del 1977, la prima storica partita contro i maestri Neozelandesi, gli All Blacks. Dirigente Nazionale della Federazione Italiana Rugby, è nel Board of Directors della European Professional Club Rugby (EPCR).

IL RICONOSCIMENTO Ridurre le disuguaglianze con una equa distribuzione dell’acqua: grazie agli studi di Andrea Rinaldo oggi si può. Ha vinto il ‘Premio Nobel per l’acqua' il professor Rinaldo, ordinario di Costruzioni idrauliche all’Università di Padova. “L’acqua è un bene di tutti – dice il prof. Andrea Rinaldo – essenziale: come scrive il poeta W.H Auden “a migliaia sono vissuti senza amore, non uno senz’acqua”. Le mie ricerche e quelle delle persone che in questi anni hanno lavorato con me, avevano e hanno come scopo quello di rendere equa la distribuzione dell’acqua per tutti (universa universis) nel contesto di una generale progressiva riduzione delle disuguaglianze sociali ed economiche e di una corretta percezione ecologica dei processi controllati dall’acqua. Nei luoghi dove è concentrato molto del mio lavoro di campo, l’Africa Subsahariana, il Bangladesh, l’isola di Haiti, ma anche nei fiumi alpini in Svizzera, si percepisce chiaramente la necessità di ripensare la giustizia distributiva della gestione delle risorse idriche su scala globale. Quando viaggio nel Sud del mondo per studiare come si propagano le malattie portate dall’acqua, vedo che la distribuzione di acqua sicura è per pochi privilegiati, mentre tutti hanno un telefono cellulare. Cosí, quando diventa evidente che piani di gestione delle risorse idriche possono causare perdite di biodiversità o portare malattie debilitanti in aree che ne erano prive, è facile valutare l’impatto economico positivo sull’agricoltura, ma non lo è dare un valore ai servizi degli ecosistemi che perdiamo per sempre, o al vero costo dei ritardi cognitivi causati dalle malattie debilitanti. Tutto questo deve cambiare: oggi abbiamo gli strumenti per poter stimare quantitativamente il vero valore del capitale naturale, essenziale per valutare la vera ricchezza (o povertà) delle Nazioni. I miei studi sulle reti fluviali sono incentrati su piene, siccità e una giusta distribuzione dell’acqua, guardando alle forme naturali dei paesaggi fluviali come corridoi ecologici per specie, popolazioni e patogeni: una chiave potente per capire come funziona la natura".

LE RICERCHE La ricerca del prof Andrea Rinaldo ha delineato un quadro ecoidrologico integrato, che fonde studi sperimentali di laboratorio, lavoro empirico di campo e sviluppi teorici che si sono concentrate sui controlli idrologici delle comunità vive (uomo incluso), che hanno contribuito in modo sostanziale alla comprensione dell’origine dinamica di forma e funzione delle reti fluviali. Questa funzione è rilevante per diversi processi fondamentali che controllano l’ecologia spaziale delle specie e la biodiversità nel bacino fluviale, la dinamica di popolazioni e delle “invasioni” biologiche di specie alloctone lungo i corsi d’acqua; e, non ultime, la diffusione e la demografia di malattie trasmesse dall’acqua, come il colera epidemico e la bilarzosi endemica per l’uomo, o le malattie renali, proliferative e letali, per i salmonidi.
Rinaldo ha dimostrato che i processi ecologici dominanti nel paesaggio fluviale sono fortemente vincolati dall’idrologia e dalla matrice per le interazioni delle comunità vive, rendendole di fatto quantificabili. Ha dato un fondamentale contributo alla nascita e allo stabilirsi dell’Ecoidrologia come scienza autonoma a pieno titolo e assolutamente attuale, chiave di volta per la comprensione e la risoluzione di molteplici problemi controllati dalle acque del ciclo idrologico.