VIDEO | In 3.500 al Plebiscito per il derby d'Italia che ha sorriso al Petrarca: il racconto
Non è stata soltanto una partita: Petrarca-Rovigo del resto, non è mai solo una partita. L’incrocio numero 186, al Plebiscito, semifinale d’andata per lo scudetto, verrà ricordata come una lunga prova di resistenza. Sotto la pioggia, dentro una rivalità antica, feroce eppure rispettosa.
Tremilacinquecento spettatori sugli spalti: una tribuna nera, quella dei padroni di casa. Una tribuna rossoblù, quella degli ospiti. Ancora una volta, una di fronte all’altra.
Bandiere, cori, sciarpe bagnate, volti tesi: per un derby d’Italia giocato con passione anche dai tifosi. In campo? Il primo atto lo ha vinto il Petrarca: 9-8. Un punto soltanto nel tabellone, ma molto di più nel peso simbolico di una sfida giocata sul filo dei nervi, della disciplina, del contatto.
E sì che per quasi cinquanta minuti il punteggio è rimasto inchiodato sullo zero a zero. A guardarlo da lontano, quasi un risultato da calcio. Ma qui il pallone è ovale, e quello zero racconta altro: mischie, placcaggi, fango, avanzamenti centimetro dopo centimetro. Tifo. Una battaglia di pazienza prima ancora che di punti. Sugli spalti, e anche nell’area che sarà del terzo tempo, la sfida è evitare che la pioggia allunghi la birra.
Poi, i fuochi d’artificio all’improvviso: Lyle a muovere il punteggio dalla piazzola, Rovigo a rispondere con la meta di Casado Sandri a far saltare la tribuna. E poi ancora sorpassi e controsorpassi. fino al calcio, dei neri, che fissa il 9-8 finale.
La prima battaglia ai padroni di casa. Padova esulta. Ma il derby d’Italia resta sospeso, non ha ancora finito di parlare. Ritorno sarà domenica prossima al Battaglini, casa Rovigo. L’atto 187, e l’atto finale: almeno per questo campionato.
Il servizio per il TgPadova.

